lunedì 8 febbraio 2010

Le Fiabe Italiane di Calvino raccontate da John Turturro


Dal 9 febbraio il Teatro Strehler ospita John Turturro, uno dei più acclamati e colti registi del cinema statunitense, di origini italiane, attore prediletto dai fratelli Coen e da Spike Lee, nonché apprezzato interprete teatrale. Sarà protagonista di Fiabe Italiane (Italian Folktales), liberamente ispirato alle Fiabe italiane di Italo Calvino e alle favole di Giambattista Basile e Giuseppe Pitrè.
John Turturro e Italo Calvino, un binomio inedito, per disegnare un ritratto formidabile, antichissimo e nel contempo attuale del nostro Paese.
Italo Calvino, ispirandosi all’opera di Giambattista Basile, curò una raccolta di fiabe provenienti dalle diverse tradizioni regionali d’Italia, materia magmatica e istintiva, specchio della più arcaica tradizione orale italiana.
Otto le fiabe di Calvino selezionate, provenienti da altrettante regioni italiane del Nord, del Centro e del Sud: Il Fiorentino, La storia dello spirito maligno, La scuola della Salamanca, Pelle di vecchia (La vecchia dell’orto), Lo sciocco senza paura, Il re degli animali, Salta nel mio sacco!, La tacchina. In un’era che non conosce più frontiere, un viaggio sorprendente alla scoperta delle radici, nel cuore più autentico dell’identità di un popolo.

Spettacolo in lingua inglese, sovratitolato.

Teatro Strehler
dal 9 al 14 febbraio 2010

 

La presidentessa: all'Elfo uno spettacolo tutto da ridere


Dopo il successo del pirandelliano Cosi è se vi pare, prodotto da Emilia Romagna Teatro e andato in scena due stagioni fa, Massimo Castri torna all'Elfo e sceglie di lavorare su un classico del teatro leggero, guidando lo stesso gruppo di giovani interpreti attraverso un testo che non permette né rallentamenti né pesantezze, scivola via battuta dopo a battuta. Da martedì 9 febbraio sarà in scena La presidentessa di Maurice Hennequin e Pierre Veber.
I vaudeville sono macchine comiche che espongono i loro ingranaggi con onestà, ben oliate da una vitalità che scorre impetuosa sotto le battute. Sanno generare momenti di puro divertimento, come avviene nella Presidentessa di Hennequin e Veber, coppia di autori che per qualche tempo offuscarono la fama di Feydeau. La pièce narra le vicende di Gobette, spregiudicata e maliziosa soubrette che, dopo essere stata allontanata dall’albergo dove alloggiava in occasione di una tournée teatrale, trova ospitalità nell’austera casa del presidente Tricointe, giudice di provincia non più giovanissimo. Qui, il caso vuole che venga scambiata per Aglae, la legittima consorte. Da cui l’abbrivio di un’irresistibile girandola di equivoci, un turbinare di bugie e controbugie, di mosse e contromosse, che porteranno il magistrato ad ottenere il tanto agognato trasferimento a Parigi

Elfo - via Ciro Menotti 11, Milano

9/21 febbraio

domenica 7 febbraio 2010

Carlo Cecchi porta il Tartufo di Molière a Pavia. Con Licia Maglietta e Elia Schilton


Martedì 9 febbraio 2010, alle ore 21 prosegue la Stagione di Prosa del Teatro Fraschini di Pavia con un gradito ritorno: l’attore e regista Carlo Cecchi che mette in scena Tartufo di Molière.
Entro una scena essenziale si muovono i personaggi in costume come in una girandola inconcludente: a rivestire i panni di Tartufo è Elia Schilton, che lo ritrae con fare ammaliatore, senza cedimenti emozionali, rendendo imperturbabile una apparenza tutta calcolata. Orgone, interpretato dallo stesso Cecchi, diventa l’anziano signore un po’ ottuso, svagato e ironico, la moglie Elmira, Licia Maglietta, racchiude invece in se tutte le virtù di cui gli altri personaggi sono deficitari: è saggia, accorta, decisa.
Molière (pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin 1622-73) scrisse Tartufo nel 1664 con il proposito di mettere alla berlina e screditare gli ipocriti, svelando i comportamenti di questi “fabbricatori di falsa devozione”. Nei secoli successivi la commedia ha consolidato il suo successo proprio perché al centro dell’azione c’è un personaggio doppio, sospeso tra orditore di trame e un poveraccio alla ricerca di un riscatto, che si muove tra finta umiltà e finti moralismi, emblema di una figura che sopravvive al trascorre del tempo, simbolo della falsità, dello zelo per convenienza. Il testo, che riserva anche una attenta introspezione psicologica, è comunque corale, calato in un interno familiare divorato da piccoli interessi personali, limpida espressione di una società perbenista. La traduzione appassionata e pungente di Cesare Garboli, alterna una espressività moderna ad un classico stile in versi.

9 - 10 - 11 febbraio

sabato 6 febbraio 2010

Caterina Murino - Dona Flor splendida protagonista del triangolo d'amore di Jorge Amado al Manzoni




Di Cristiano Robbiati

A lezione di vita da Jorge Amado e qualcosa in più.
E’ questo l’obiettivo, ampiamente conseguito, che Emanuela Giordano si prefigge e che trasforma per una sera il palco del Teatro Manzoni nei vicoli e nelle case del Pelorinho, quartiere popolare di Bahia, dove è ambientata la vicenda di Flor, grande maestra di cucina.
Caterina Murino incarna alla perfezione la semplicità, il candore e la sensualità della donna bahiana che riesce a coniugare al meglio i tratti peculiari dei suoi due mariti: l’onestà e le premure di Teodoro (un sempre convincente Paolo Calabresi la cui arte teatrale vale quanto la fama regalatagli dai celebri travestimenti televisivi) e la fantasia e l’erotismo di Vadinho (un Pietro Sermonti dall’improbabile capigliatura fulva quasi a voler anche visivamente allontanare dallo spettatore l’immagine rassicurante di Guido nella fortunata serie “Un medico in famiglia”).
Ne esce una trasposizione teatrale molto fedele al testo letterario per quanto concerne le battute e che utilizza in maniera creativa ed incalzante i dialoghi tra le tre amiche di Flor e sua madre (interpretazioni recitative e musicali straordinarie) quasi fossero, ad un tempo, coro e voce narrante della vicenda.
La musica della Bubbez Orchestra, figlia di un lavoro preparatorio durato un anno, “propone melodie che sposano seduzioni e divertimento provocati dal racconto; il resto è lasciato alla suggestione del pubblico, alla magia di un momento, alla meravigliosa mutevolezza di un’emozione che soltanto la musica eseguita dal vivo, in stretta simbiosi con attori e cantanti, riesce a regalare”.
Si riesce pertanto, alla maniera di Amado e citando la curatrice delle mostra fotografica che accompagna nei teatri italiani la compagnia, Patrizia Giancotti, “a trasformare l’ambiguità del triangolo amoroso ed il punto di vista femminile in valori. L’innocenza del personaggio e la sua indole mite sdoganano per sempre Flor da ogni sfacciataggine o moralismo e trasformano la sua indecisione ed infine la sua scelta in semplice diritto alla felicità”

Dona Flor e i suoi due mariti

liberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado
con Caterina Murino, Paolo Calabresi e Pietro Sermonti
Simonetta Cartia, Claudia Gusmano, Serena Mattace Raso e Laura Rovetti
Regia di Emanuela Giordano

Al Teatro Manzoni di Milano dal 02 al 28 Febbraio 2010

giovedì 4 febbraio 2010

Al via la rassegna Altri Percorsi. Al Fraschini di Pavia si inizia con il Vantone



Venerdì 5 febbraio 2010 alle ore 21 si apre al Fraschini di Pavia il sipario sulla storica rassegna teatrale “Altri Percorsi”: protagonista del primo spettacolo in cartellone un testo scritto da Pier Paolo Pasolini sulla base del Miles Gloriosus di Plauto dal titolo Il Vantone, regia di Roberto Valerio .

Su richiesta dell’attore Vittorio Gassman Pier Paolo Pasolini riscrisse la commedia plautina in poche settimane. Erano i primi anni Sessanta, ma il progetto, che si situava in modo provocatorio nel dibattito linguistico tra la lingua della realtà e l’italiano tecnologico, non andò in porto, temporaneamente, con quello che era al tempo il Teatro Popolare dell’attore-mattatore. Fu successivamente il regista Franco Enriquez ad allestire a Firenze lo spettacolo. Si annoverano anche altre due edizioni, una firmata da Luigi Squarzina e una da Pino Quartullo.
Pasolini, contrariamente alla traduzione dell’Orestiade che fece sempre per Gassman, in occasione del Miles riscrive il testo di Plauto: pur mantenendo fede al clima e alla qualità dell’ambiente rappresentato dal commediografo latino, attualizza e reinventa un mondo che è di fatto quello di quartiere, o meglio di borgata e che si esprime attraverso una lingua multiforme, sorretta dal dialetto musicale e vitale, in rima e versi, contaminato e a tratti di pura invenzione. Una Roma dei raggiri, dei facili espedienti per tirare a campare, dell’eterna diatriba tra padroni e servi. La città degli sbruffoni, che fanno a gara per chi la racconta più grossa, specie nella eterna bagarre sulle conquiste sentimentali.

Associazione Teatrale Pistoiese

IL VANTONE
di Pier Paolo Pasolini da Plauto
con Luca Giordana, Massimo Grigò, Roberta Mattei,
Michele Nani, Nicola Rignanese, Roberto Valerio
regia Roberto Valerio

Barbara Apuzzo porta a Opera la storia di Baba



Venerdì 5 febbraio Barbara Apuzzo porta sul palco del Teatro Eduardo di Opera (Mi) la storia di Baba.
Baba ha un sogno. Un sogno di riconoscimento, di divertimento, di viaggio. Un sogno di normalità: di una normalità semplice, fatta di risate, emozioni, scherzi, sorrisi, balli. Una normalità, comunque, straordinaria.
Perché per Baba, da sempre, la normalità è conquista e lotta con il proprio handicap.
Ma una sera, in un ristorante, durante una cena di compleanno con gli amici, qualcuno arriva a turbare il sogno di Baba.
E’ Giorgia, piccola bimba su una sedia a rotelle.
Giorgia è della purezza dei bambini e del dolore degli adulti: chiede ascolto, quell’ascolto così difficile e raffinato e sensibile spesso impossibile nella disattenzione del quotidiano.
Che fare? Fino ad oggi, per Baba, la ricerca della normalità è stata anche il cercare di mettere da parte il proprio passato, dimenticarlo. Dimenticare il proprio handicap, nasconderlo. Come se normalità significasse anche rimozione della propria debolezza, della propria malattia, della propria fragilità.
Perché non c’è tempo, perché fa paura. Diventare normale, come per magia.
Però quel pezzo di storia è lì che bussa al suo cuore. E’ li, come Giorgia, che pretende di essere ascoltato e di essere riconosciuto.
Pretende, come Giorgia, di esser preso per mano e reso visibile alla vita, propria ed a quella dei propri amici.

Baba
Di Gigi Gherzi e Barbara Apuzzo
In scena: Barbara Apuzzo
Luci e scene: Paolo Vaccani
Selezione musiche e assistenza alla regia: Anna Serlenga
Regia: Gigi Gherzi

mercoledì 3 febbraio 2010

Ti dico degli assenti. Ciro Vitale per la prima volta a Milano



Galleria Arte Borgogna, con la cura di Francesca Guerisoli, presenta Ti dico degli assenti, la prima personale di Ciro Vitale a Milano. Il giovane artista campano parte dalla riflessione su come la società in cui viviamo sia “naturalmente” predisposta a dimenticare, sentendo quindi come un'urgenza la necessità di riaffermare alcuni valori fondanti della nostra storia.
Le opere di Vitale che nascono dalla storia e dalla memoria si relazionano con l'oggi attraverso protagonisti tradotti in simboli. In mostra, per mezzo della narrazione – lineare, per associazioni o per dettagli – insita nelle opere, l'artista attua un collegamento tra passato e presente, a livello temporale ed empatico, tra le persone, i luoghi, e i fatti.
Le opere di Ciro Vitale si presentano essenziali dal punto di vista formale e al tempo stesso intrise di umanità: il calore di una voce, lo sguardo di un personaggio ritratto, la forza di un dettaglio entrano in relazione e in contrasto con il minimalismo dei mezzi impiegati.

CIRO VITALE. Ti dico degli assenti

a cura di Francesca Guerisoli
Con il patrocinio dell'Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, Como
Da venerdì 5 febbraio a venerdì 12 marzo 2010
Inaugurazione: giovedì 4 febbraio 2010, ore 18
Galleria Arte Borgogna di Gianni Schubert
Via Visconti di Modrone, 20 – Milano

martedì 2 febbraio 2010

Aldo Lanzini. Dopo le cause, prima delle conseguenze. Alla Triennale Bovisa




La Triennale di Milano presenta la mostra di Aldo Lanzini “Dopo le cause, prima delle conseguenze”, il primo appuntamento di una serie di mostre, laboratori ed eventi che si terranno in Triennale Bovisa da febbraio a giugno del 2010, a cura di do-knit-yourself.
Insieme alle opere realizzate all’uncinetto sul tema delle identità in costruzione, esposte nella versione fotografica all’interno della mostra “Dritto-Rovescio” (Triennale di Milano, marzo 2009), Lanzini presenterà un insieme di lavori realizzati con tecniche diverse, quali il disegno, il cucito, il testo, la fotografia, la musica ed il video. L’insieme rappresenterà un’opera corale di associazioni trasversali.
Nello spirito delle attività di Triennale Bovisa, in cui il concetto di mostra si allarga a quello di atelier, durante il periodo di apertura della mostra (febbraio 2009) l’artista e do~Knit~Yorself terranno alcuni laboratori aperti al pubblico sull’utilizzo di tecniche manuali (talking hands).

Aldo Lanzini

Dopo le cause, prima delle conseguenze
Triennale Bovisa
3 – 28 febbraio 2010




Questa sera cose turche. Al Libero


A Teatro Libero è tempo di risate: sul palcoscenico di via Savona vanno in scena alcune tra le migliori figure della comicità italiana al femminile, già note al pubblico televisivo di programmi come Zelig e Colorado.
Enzo Iacchetti che, accanto a quella televisiva, porta avanti con successo una carriera di autore e regista teatrale, si cimenta con la regia di questo testo scritto da Giorgio Centamore, instancabile autore di cinema, teatro e tv, e attore con Aldo Giovanni e Giacomo.
Lo spettacolo si apre nella sala “diwan” (relax) di un bagno turco, con la presenza di una donna immobile che sta facendo raffreddare gli orecchini (Alessandra Sarno): è una profumiera, responsabile del reparto rughe, che lei stessa definirà “l’unico reparto dove, per anzianità, invece che dirigente diventi cavia”.....
I discorsi “tra femmine” sono sempre appartenuti alle leggende e alla fantasia del mondo maschile, ma finalmente li vedremo rappresentati dalle migliori interpreti del teatro comico.
Com’è da abitudine le donne, quando si trovano in un ambiente a loro esclusivo uso, come in questo bagno turco, sciolgono remore e freni inibitori esprimendo punti di vista, raccontando episodi ed esperienze a dir poco esilaranti.

Dal 3 al 14 febbraio 2010

Zenart Produzione
QUESTA SERA COSE TURCHE
di Giorgio Centamore
regia di Enzo Iacchetti
con Rossana Carretto, Pia Engleberth, Alessandra Sarno

Roba minima s’intend! Stefano Orlandi canta la Milano di Jannacci, Viola, Loi, Testori e Valdi

Sarà un concerto malincomico quello che terrà Stefano Orlandi sul palco del Ringhiera da mercoledì 3 a domenica 7 febbraio. Con le canzoni di Enzo Jannacci  e le contaminazioni letterarie da Beppe Viola, Franco Loi, Giovanni Testori, Walter Valdi lo spettacolo-concerto è un percorso di musica e parole intorno alla figura del cantautore milanese e della Milano che egli ha raccontato nelle canzoni fin dagli anni ’60.
Roba minima s’intend! Ovvero la Milano dei quartieri con i suoi mille personaggi stravaganti e surreali: i “pali” dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a “cercare i sò danée”, le balere di periferia, i sogni e le miserie di chi sta ai margini di una società che corre troppo veloce, incurante degli ultimi. Il boom economico con le sue contraddizioni, con “Vincenzina” che vuol bene alla fabbrica, quello che “prendeva il treno per non essere da meno” e chi davanti a un documento di residenza “gli viene in mente tutta l’infanzia”.
L’accompagnamento musicale nonché gli arrangiamenti sono affidati a Massimo Betti (chitarra), Loris Facchin (fisarmonica), Stefano Fascioli (contrabbasso), musicisti milanesi con diverse esperienze sia nel campo del jazz che della musica per il teatro.

TEATRO RINGHIERA VIA BOIFAVA 17 MILANO – 02 58325578

lunedì 1 febbraio 2010

Quasi perfetta. Uno spettacolo sull'anoressia




Al Teatro Leonardo da Vinci, dal 2 al 14 febbraio 2010, torna Quasi perfetta, uno spettacolo sull’anoressia. In scena un’attrice sola, Giulia Bacchetta, racconta la storia di Alice, una ragazza un tempo anoressica, ora guarita, ma con l’urgenza viva e la necessità di raccontarsi e di far conoscere il suo problema.
La sua è una storia come tante in cui un disagio, apparentemente nella norma, si trasforma e si amplifica fino a sfociare in una grave patologia. Intorno ad Alice ruotano, evocate dall’attrice stessa, alcune figure significative: una madre competitiva e poco accogliente, un padre assente, un’amica che non capisce, un amore mai corrisposto. Quasi perfetta, scritto da Valeria Cavalli e Claudio Intropido in collaborazione con A.B.A. (Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari), è uno spettacolo forte e necessario, mai lacrimoso o patetico, che ci fa confrontare con l’attualità e la durezza del tema grazie al linguaggio evocativo e simbolico del teatro.

di Valeria Cavalli, Claudio Intropido
con Giulia Bacchetta
regia Claudio Intropido

Teatro Leonardo da Vinci – Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci, Milano
tel.: 02 26.68.11.66



Dona Flor e i suoi due mariti. Il capolavoro di Jorge Amado in scena al Manzoni




Dopo il debutto in gennaio a Cagliari arriva al Manzoni di Milano Dona Flor e i suoi due mariti, spettacolo liberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado, con Caterina Murino, Paolo Calabresi e Pietro Sermonti, per la regia di Emanuela Giordano.
Dona Flor è una dolce e pudica creatura bahiana che convola in prime nozze con un adorabile mascalzone, giocatore e sciupa femmine, Vadinho. Alla morte del primo marito, dopo un anno di vedovanza, si risposa con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista, Teodoro.
Grande maestra di cucina, Dona Flor, natura onesta e schiva, scopre che il suo appetito d’amore non si può saziare con un solo marito, ce ne vogliono due.
Per un idillio perfetto occorre mettere insieme il meglio di entrambi: onestà e premure da una parte, fantasia ed erotismo dall’altra. Lo spiritello vivace del primo amore si intrufolerà nel letto del secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione di una pienezza altrimenti irraggiungibile.

Musiche originali eseguite dal vivo da Bubbez Orchestra

Al Teatro Manzoni dal 2 al 28 febbraio 2010

Evita ay che vita! Eva Peron raccontata al Barrios da Sonia Belforte



Martedì 2 febbraio il Teatro Barrios presenta Evita, ay che vita! - storia di un'argentina. La vita di Eva Peron raccontata da Sonia Belforte.
Sonia Belforte, argentina di Buenos Aires, tratteggia con ironia il ritratto e l’ascesa di una donna fortemente carismatica. Eva Peron, personalità controversa, odiata o amata. Ha scatenato le passioni di milioni di persone e lasciato un segno indelebile nella storia del suo paese e di tutti gli argentini. Anche di Sonia.

Monologo e canzoni di Sonia Belforte e Giovanna Santarsiero
musiche di Alejandro Duca eseguite al pianoforte

martedì 2 febbraio - ore 21,00 – TEATRO BARRIOS
Centro Sociale Barrio’s - via Barona ang. via Boffalora
PanoraMI: periodico iscritto al Tribunale di Pavia in data 16/9/2008 al n. 696/08 Reg. S.P.
Direttore Responsabile: Riccardo Benvegnù
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