Elvio Mainardi vive oggi lontano dai disagi delle città, in alta Valtellina, a Bormio, in un luogo incantato dove pace, silenzio, nevi perenni e natura incontaminata vivono in perfetta simbiosi. E' qui che Mainardi ritrova la sua più profonda intimità di pensiero ed è qui che è facile incontralo, nel suo meraviglioso atelier, all'interno della suggestiva chiesa sconsacrata di Via Santa Barbara. Qui Mainardi ha creato il proprio studio ed una mostra permanente.
Dal 27 settembre al 5 ottobre Mainardi torna nella sua natia Adria che ospiterà simultaneamente due mostre: presso la Sala Cordella e la Fondazione Franceschetti.
Nato ad Adria nel 1934, dove espose per la prima volta, giovanissimo nel 1952, Mainardi compie gli studi artistici dapprima a Venezia e poi a Bologna, dove ha vissuto per più di vent'anni. Tra il 1970 e il 1980 partecipa a numerosi concorsi nazionali ed internazionali ed espone nelle maggiori città italiane.
Nel 1985 realizza per i mondiali di sci a Bormio, tre manifesti che ancor oggi, rimangono simboli del ritorno della figurazione nel manifesto sportivo.Dal 1986 allarga i suoi “orizzonti” artistici e comincia ad esporre negli Stati Uniti d’America: California, Chicago, San Diego, Los Angeles e recentemente a Palm Desert raccogliendo ampi consensi. Di particolare rilievo la mostra antologica all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles nel 1996
Nel 1985 realizza per i mondiali di sci a Bormio, tre manifesti che ancor oggi, rimangono simboli del ritorno della figurazione nel manifesto sportivo.Dal 1986 allarga i suoi “orizzonti” artistici e comincia ad esporre negli Stati Uniti d’America: California, Chicago, San Diego, Los Angeles e recentemente a Palm Desert raccogliendo ampi consensi. Di particolare rilievo la mostra antologica all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles nel 1996
Le grandi sinfonie di luce, tarsie misteriose che ricordano il fascino delle solenni vetrate medioevali, caleidoscopi di fantasia e spiritualità, si riproducono nelle opere recenti del pittore adriese; conservano lo stesso stupore, così come pure sono rimasti certi amori particolari compositivi; talune risoluzioni solari, altre intimiste; e ancora il piacere delle vaste composizioni figurative, a ridosso di simboli e allegorie esistenziali.
Elvio Mainardi: Adria, Fondazione Franceschetti - Sala Cordella 27 settembre/5 ottobre








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