La casa editrice Mazzotta presenta domani alle 18, 30, presso l'omonima fondazione in Foro Bonaparte 50 a Milano, il volume CARLO BERTÉ - CATASTROFI, a cura di Luigi Sansone.
L’opera di Bertè si colloca nella corrente della pittura fantastica italiana del Novecento che da Alberto Martini a Savinio, da Nathan a Usellini, da Clerici a Foppiani e Armodio giunge fino ai nostri giorni grazie alle ricerche in questo ambito di Adelchi-Riccardo Mantovani e Raimondo Lorenzetti fino ai più giovani artisti come Luigi Serafini, Agostino Arrivabene e Adriano Pompa.
Nel ciclo Catastrofi eseguito tra il 2004 e il 2007 l’artista rivisita in particolare il mondo apocalittico di Monsù Desiderio e ci fa rivivere le angoscie del mondo contemporaneo afflitto da cataclismi naturali e da eventi terroristici drammatici.
A prima vista le sue Catastrofi sono scenografie architettoniche, lignee, prospettiche e mostrano uno sfondo che attende lo svolgersi di un’azione. Ma un’azione è già in atto ed è visibile: il cedimento o il collasso delle stesse scenografie. In esse sono presenti tutti gli ingredienti per la costruzione di una rappresentazione scenica classica; tuttavia il pittore introduce spesso elementi di modernità che fanno pensare che i crolli non riguardino solo le città antiche: un monito alla società moderna a non sfidare la natura e le sue leggi, a non erigere agglomerati disumani destinate a soccombere sotto l’effetto di violente implosioni.
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3 commenti:
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