
A vent'anni dalla caduta del muro di Berlino, Serena Senigaglia e la sua compagnia Atir portano in scena al Teatro Libero di Milano “1989 – Crolli”: terzo e ultimo capitolo della trilogia “Incontri con epoche straordinarie: 1943 – Come un cammello in una grondaia (ovvero del coraggio), 1968 (ovvero dell’incanto), 1989 Crolli (ovvero del disorientamento)” che la Sinigaglia dedica al teatro civile. Una rilettura degli avvenimenti chiave che hanno stravolto la nostra epoca, motivata dal bisogno di ricostruire una coscienza “politica” forte.
Il testo, creato dalla stessa Sinigaglia con l’aiuto di una piccola equipe di drammaturghi, si ispira a testimonianze e documenti autentici tratti da Lidia Campagnano, Paolo Rumiz, Peter Handke, Saint-Exupéry, Hana Blandiana e altri.
Il testo procede per canti che pongono una serie di domande a cui non è facile dare risposte definitive ed univoche, ma alle quali non bisogna sottrarsi.
In un mondo asfissiato dall’informazione, dove predomina l’incapacità di intervenire sul reale per cambiarlo e migliorarlo e dove la “quantità” di informazione non si trasforma automaticamente in “qualità” e sapere, Serena Sinigaglia prova a interrogarsi sugli accadimenti storici che hanno decretato il crollo del muro di Berlino.
Il muro si sgretola in migliaia di frammenti e noi ereditiamo un mondo disintegrato. Tuttavia 1989 non parla del 9 novembre di quell’anno, piuttosto dei suoi effetti, della condizione dell’uomo contemporaneo che deve riappropriarsi di se stesso con la convinzione che una possibile via d’uscita esiste: assumersi la responsabilità delle proprie azioni, dei propri desideri e del nostro essere nel mondo. Il mondo cancella la memoria perché non coltiva l’analisi critica e pochissimi si assumono la responsabilità di cercare la verità, la conoscenza, come ha fatto Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata per il suo lavoro d’inchiesta sulle torture in Cecenia e sulla Russia di Putin, alla quale Serena Sinigaglia dedica l’ultimo capitolo e questo suo spettacolo.
Dal 3 al 13 febbraio al Teatro Libero di via Savona - Milano
Il testo, creato dalla stessa Sinigaglia con l’aiuto di una piccola equipe di drammaturghi, si ispira a testimonianze e documenti autentici tratti da Lidia Campagnano, Paolo Rumiz, Peter Handke, Saint-Exupéry, Hana Blandiana e altri.
Il testo procede per canti che pongono una serie di domande a cui non è facile dare risposte definitive ed univoche, ma alle quali non bisogna sottrarsi.
In un mondo asfissiato dall’informazione, dove predomina l’incapacità di intervenire sul reale per cambiarlo e migliorarlo e dove la “quantità” di informazione non si trasforma automaticamente in “qualità” e sapere, Serena Sinigaglia prova a interrogarsi sugli accadimenti storici che hanno decretato il crollo del muro di Berlino.
Il muro si sgretola in migliaia di frammenti e noi ereditiamo un mondo disintegrato. Tuttavia 1989 non parla del 9 novembre di quell’anno, piuttosto dei suoi effetti, della condizione dell’uomo contemporaneo che deve riappropriarsi di se stesso con la convinzione che una possibile via d’uscita esiste: assumersi la responsabilità delle proprie azioni, dei propri desideri e del nostro essere nel mondo. Il mondo cancella la memoria perché non coltiva l’analisi critica e pochissimi si assumono la responsabilità di cercare la verità, la conoscenza, come ha fatto Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata per il suo lavoro d’inchiesta sulle torture in Cecenia e sulla Russia di Putin, alla quale Serena Sinigaglia dedica l’ultimo capitolo e questo suo spettacolo.
Dal 3 al 13 febbraio al Teatro Libero di via Savona - Milano
ATIR presenta
1989 – CROLLI
di Serena Sinigaglia
di Serena Sinigaglia
Con Fabio Chiesa, Mattia Fabris, Matilde Facheris, Stefano Orlandi, Marcela Serli.
Assistenti alla drammaturgia: Enrico Ernst, Marta Marangoni, Silvia Mazzini, Fabio Musati
Assistenti alla drammaturgia: Enrico Ernst, Marta Marangoni, Silvia Mazzini, Fabio Musati








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