mercoledì 4 febbraio 2009

La città che sale: a Milano è tempo di FUTURISMI


Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.”
Queste sono le prime travolgenti parole del Futurismo pronunciate dal poeta Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano francese Le Figaro nel 1909; insieme a lui altri artisti come Boccioni, Balla, Severini e Carrà misero in discussione tutte le arti creative ribaltandone regole e fini: "Distruggere il culto del passato, l'ossessione dell'antico, il pedantismo ed il formalismo accademico ;Disprezzare profondamente ogni forma d'imitazione; Esaltare ogni forma di originalità anche se temeraria, anche se violentissima
Inizia il centenario di uno dei movimenti più importanti del Novecento ed iniziano le celebrazioni.
A Milano si parte il 5 febbraio con lo spettacolo «Rissa in Galleria», 33 danzatori-attori, confusi tra la folla, a intervalli regolari daranno vita all’omonimo quadro di Boccioni, riproponendo la stessa furia, la stessa confusione, lo stesso spirito dinamico. E mentre questi artisti travolgeranno il pubblico con le coreografie di Ariella Vidach a due passi da lì, in piazzetta Reale, una doppia installazione visiva e sonora inonderà lo spazio di suoni e colori.
Milano è la città dove il Futurismo è nato e ha vissuto la sua prima, entusiasmante stagione. Così la città meneghina dedica al Centenario di questa avanguardia rivoltosa e visionaria una mostra esplosiva che si terrà presso Palazzo Reale di Milano dal 6 febbraio al 7 giugno 2009. Unica tra le numerose manifestazioni espositive del Centenario, porta in scena circa quattrocento opere, non solo dipinti e sculture.
La Regione Lombardia, in collaborazione con la Fondazione I Pomeriggi Musicali, propone un concerto straordinario domenica 8 febbraio alle 18 presso il Teatro Dal Verme (Via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano) nella stessa sede storica dove si tenne il primo concerto futuristico nell'aprile del 1914. Sarà un'occasione importante per conoscere musica poco eseguita di autori significativi del Futurismo musicale italiano come: Franco Casavola, Francesco Balilla Pratella e Silvio Mix, fin dal 1927 propugnatori di un indirizzo "anticlassico" confluito nell'etnomusicologia di Bartòk.
La chiusura, «Cut the jam» il 7 giugno, si preannuncia altrettanto esplosiva: un mega concerto con 21 pianoforti schierati in piazza Duomo, una grande sperimentazione musicale progettata da Daniele Lombardi con «ventuno bestioni neri» che suonando all’unisono inonderanno la città di musica.

Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro”. Marinetti

Roberto Brunazzi

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