
Chiude domani l'ottava edizione di Milano Unica, il salone del tessile che ha registrato quest'anno 543 espositori (113 arrivano però dalla grande tradizione europea di Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Germania).
La fase recessiva che abbraccia l'economia internazionale non ha risparmiato l'industria tessile italiana che nel 2008 ha registrato un calo di fatturato del 4,6% (- 8% il trend dell'export). Dopo una lieve ripresa nel biennio 2005/2006 il fatturato 2008 di 8.8 mld di è ancora lontano dai 9.3 mld del 2003. L'Italia resta però il secondo esportatore mondiale alle spalle della solita Cina (i nostri migliori clienti sono i tedeschi, seguiti da tunisini e francesi).
Milano Unica è nel complesso una fiera molto sobria, non vi sono stand che eccedono in faraonici spazi espositivi. Le grandi firme alloggiano alla pari con la schiera di produttori in stand rettangolari e perfettamente allineati. La visione alta dai balconi del Portello dà l'impressione di un alveare colorato dove all'opera sono migliaia di api laboriose intente a mostrare i propri drappi, i nastri e gli accessori più scintillanti.
Segnaliamo al visitatore le aree HITS: una sorta di riassunto che in ogni padiglione ripropone i campioni più rappresentativi di ogni azienda. Quasi un voler affermare che nei momenti di difficoltà l'unione fa la forza.
In chiusura qualche rivelazione per la primavera - estate 2010: le novità della stagione sono da ricercare nel gioco sottile ed articolato tra estremi quali fragilità e forza, naturalità e tecnologia, moderazione ed eccesso. Quattro i temi proposti: tencno essenzialità, ricchezze light, dinamismo chic e decor show.
Riccardo Benvegnù








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