
Giulio Iacchetti si mette in mostra aprendo il ciclo di iniziative dedicate al nuovo e giovane design italiano nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum. Inaugurata mercoledì 28 maggio, alla presenza del designer, questa esposizione presenta l’altra faccia del design, quella che non deve rispettare le regole della produzione in serie né quelle del mercato, che non deve avvicinarsi necessariamente alla moda e ai gusti del consumatore: è il design che Iacchetti definisce degli Oggetti disobbedienti.
Gli “oggetti disobbedienti” hanno anzittutto un’origine concettuale, che si costituisce di idee e valori, i quali a loro volta si concretizzano nella materia e nell’oggetto prodotto: il primo gradino della rielaborazione concettuale e progettuale di Iacchetti è sicuramente quello di sostenere il processo di democratizzazione del design, promuovendo e valorizzando il confronto e lo scambio culturale. Il lavoro del designer con Giulio Iacchetti va finalmente oltre i muri dello studio, oltre la carta del progetto per vivere nel tempo e nelle sue contraddizioni, per comprenderne i valori e mettere in mostra i disvalori, sempre con un fondo di ironia e mai in maniera snob. Gli oggetti- manifesto esposti nel CreativeSet, insomma, rivendicano una propria identità, si propongono di lasciare un segno indipendentemente dal loro essere inanimati: sono portatori di idee, di elaborazioni concettuali che si concretizzano ironicamente e provocatoriamente nel Tavolo di Bruno Vespa; che si caricano di significato nei Piedi della Memoria, nella disposizione dei soldatini e dei personaggi della manifestazione di pace di Un sedicesimo 9 e nella composizione del Pantheon Game. La stessa inutilità di alcuni oggetti proposti suggerisce la riflessione sulle macrotematiche della precarietà e della ingiusta distribuzione delle risorse nel mondo.
Infine, l’attenzione del visitatore rimbalza sul muro elastico che accoglie gli oggetti studiati da giovani designers nell’ambito del progetto Design alla Coop, frutto della collaborazione e del coordinamento dei diversi contributi progettuali: le elaborazioni più gradite dai consumatori, che si sono espressi tramite un sondaggio, tra le quali le mollette da bucato di Iacchetti, sono state prodotte e vengono vendute sugli scaffali dei supermercati. La collaborazione collettiva dei giovani designers e la concretizzazione dei progetti inseriti nel sistema della grande distribuzione rappresentano due importanti traguardi verso il processo di democratizzazione del design stesso auspicato proprio da Iacchetti.
Questa mostra, curata da Francesca Picchi, stimola dunque la curiosità e la riflessione, facendo sorridere allo stesso tempo delle idee originali e così rispondenti alla definizione di disobbedienti: da vedere presso lo spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum fino al 28 giugno.
Giulio Iacchetti, Oggetti disobbedienti
Dal 28 maggio al 28 giugno 2009
Triennale di Milano
Gli “oggetti disobbedienti” hanno anzittutto un’origine concettuale, che si costituisce di idee e valori, i quali a loro volta si concretizzano nella materia e nell’oggetto prodotto: il primo gradino della rielaborazione concettuale e progettuale di Iacchetti è sicuramente quello di sostenere il processo di democratizzazione del design, promuovendo e valorizzando il confronto e lo scambio culturale. Il lavoro del designer con Giulio Iacchetti va finalmente oltre i muri dello studio, oltre la carta del progetto per vivere nel tempo e nelle sue contraddizioni, per comprenderne i valori e mettere in mostra i disvalori, sempre con un fondo di ironia e mai in maniera snob. Gli oggetti- manifesto esposti nel CreativeSet, insomma, rivendicano una propria identità, si propongono di lasciare un segno indipendentemente dal loro essere inanimati: sono portatori di idee, di elaborazioni concettuali che si concretizzano ironicamente e provocatoriamente nel Tavolo di Bruno Vespa; che si caricano di significato nei Piedi della Memoria, nella disposizione dei soldatini e dei personaggi della manifestazione di pace di Un sedicesimo 9 e nella composizione del Pantheon Game. La stessa inutilità di alcuni oggetti proposti suggerisce la riflessione sulle macrotematiche della precarietà e della ingiusta distribuzione delle risorse nel mondo.
Infine, l’attenzione del visitatore rimbalza sul muro elastico che accoglie gli oggetti studiati da giovani designers nell’ambito del progetto Design alla Coop, frutto della collaborazione e del coordinamento dei diversi contributi progettuali: le elaborazioni più gradite dai consumatori, che si sono espressi tramite un sondaggio, tra le quali le mollette da bucato di Iacchetti, sono state prodotte e vengono vendute sugli scaffali dei supermercati. La collaborazione collettiva dei giovani designers e la concretizzazione dei progetti inseriti nel sistema della grande distribuzione rappresentano due importanti traguardi verso il processo di democratizzazione del design stesso auspicato proprio da Iacchetti.
Questa mostra, curata da Francesca Picchi, stimola dunque la curiosità e la riflessione, facendo sorridere allo stesso tempo delle idee originali e così rispondenti alla definizione di disobbedienti: da vedere presso lo spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum fino al 28 giugno.
Giulio Iacchetti, Oggetti disobbedienti
Dal 28 maggio al 28 giugno 2009
Triennale di Milano
Francesca Misiano








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