
La notte dell’Angelo è l’ultima creazione di Furio Bordon. Il testo, insieme a Le ultime lune del ’92, portato al successo dall’ultima prova d’attore di Marcello Mastroianni, compone un dittico che segna un momento fondamentale nella carriera dell’autore triestino.
In entrambi i lavori Bordon si concentra sulla tematica delle “età indifese”, l’incontro-scontro di vecchiaia e infanzia, dove l’individuo è più debole, esposto a prevaricazioni e umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e dolore. Ne siamo continuamente testimoni, nel mondo fagocitante, dai tempi innaturali, dalla forte superficialità in cui ci troviamo a vivere.
Ne La notte dell’Angelo, in particolare si affronta con sensibilità il tema dell’abuso sui minori che spesso si consuma all’interno delle mura domestiche e si perpetua di generazione in generazione: «sempre la stessa storia! Adulti frustrati che si vendicano sui bambini, che li contagiano con i propri fantasmi».
Dal punto di vista stilistico, Bordon giunge in questo testo alla definitiva identificazione del palcoscenico come luogo della libertà assoluta, dove tutto diventa possibile, anche che i vivi parlino con i morti, chi in vita ha subito un torto ne abbia il riscatto, chi ha sempre taciuto possa finalmente aprirsi: «nessun vincolo naturalistico, spazio-temporale, ma solo la verità dell’immaginazione».
Tre i protagonisti in scena diretti dall’autore stesso: Anna, donna «sola, colta, abbastanza ricca e un po’ disordinata», psicologa con un passato teatrale, interpretata da Daniela Giovanetti, e due personaggi già morti, il Padre di lei, vecchio affascinante attore teatrale, cui darà corpo l’eccezionale classe e profondità drammatica di Massimo De Francovich e il Ragazzo, che vedremo sdoppiato a 18 anni e a 9, accompagnato in scena dalla sua marionetta feticcio. Le rivelazioni del giovane riguardo alla sua infanzia “abusata” condurranno padre e figlia a un dolente, intenso e definitivo confronto.
Da martedì 24 novembre a 4 venerdì dicembre al Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11, Milano
In entrambi i lavori Bordon si concentra sulla tematica delle “età indifese”, l’incontro-scontro di vecchiaia e infanzia, dove l’individuo è più debole, esposto a prevaricazioni e umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e dolore. Ne siamo continuamente testimoni, nel mondo fagocitante, dai tempi innaturali, dalla forte superficialità in cui ci troviamo a vivere.
Ne La notte dell’Angelo, in particolare si affronta con sensibilità il tema dell’abuso sui minori che spesso si consuma all’interno delle mura domestiche e si perpetua di generazione in generazione: «sempre la stessa storia! Adulti frustrati che si vendicano sui bambini, che li contagiano con i propri fantasmi».
Dal punto di vista stilistico, Bordon giunge in questo testo alla definitiva identificazione del palcoscenico come luogo della libertà assoluta, dove tutto diventa possibile, anche che i vivi parlino con i morti, chi in vita ha subito un torto ne abbia il riscatto, chi ha sempre taciuto possa finalmente aprirsi: «nessun vincolo naturalistico, spazio-temporale, ma solo la verità dell’immaginazione».
Tre i protagonisti in scena diretti dall’autore stesso: Anna, donna «sola, colta, abbastanza ricca e un po’ disordinata», psicologa con un passato teatrale, interpretata da Daniela Giovanetti, e due personaggi già morti, il Padre di lei, vecchio affascinante attore teatrale, cui darà corpo l’eccezionale classe e profondità drammatica di Massimo De Francovich e il Ragazzo, che vedremo sdoppiato a 18 anni e a 9, accompagnato in scena dalla sua marionetta feticcio. Le rivelazioni del giovane riguardo alla sua infanzia “abusata” condurranno padre e figlia a un dolente, intenso e definitivo confronto.
Da martedì 24 novembre a 4 venerdì dicembre al Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11, Milano








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