lunedì 1 marzo 2010

Morso di Luna Nuova. Giancarlo Sepe porta in scena il capolavoro di Erri de Luca.



Napoli, estate del ’43. Nove persone di età, mestieri e storie differenti, rifugiate in uno scantinato, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. Il piccolo capolavoro di Erri De Luca messo in scena da Giancarlo Sepe.
È una Napoli senza cielo quella dell'estate 1943: una città che si rintana nel buio dei rifugi antiaerei, sotto grandi volte di tufo su cui grandina la guerra con i suoi rumori, le sue angosce, i suoi tormenti. Eppure, dentro quelle catacombe, si svolge la vita di alcune persone che cercano disperatamente di tenere stretti i nodi delle loro vite aggrappandosi ad un amore in germoglio, un ideale marcito e un'allegria insensata, finché il vento della rivolta non le trascina fuori dalla tana, restituendo a ciascuna di esse un orizzonte breve che, forse, non sarà ancora cielo ma nemmeno più tenebra. Età, mestieri e storie differenti, compresse in un assedio, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. La macchina della storia maggiore si chiude a sacco sulle vite individuali, ma ci sono sussulti in cui le singole esistenze spezzano la camicia di forza e inventano la libertà.
La città sta nella tenaglia di due eserciti: uno dentro (i tedeschi) e uno fuori (le truppe alleate). Con le “Quattro giornate di Napoli” (27–30 settembre 1943) la popolazione partenopea insorge e, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti, riesce a liberarsi. Morso di luna nuova è il morso di una città che addenta e insegue, fino a sbattere fuori, l’occupante intruso.
La lingua utilizzata da Erri De Luca, non per scelta stilistica ma perché “lingua madre”, consente di cambiare continuamente registro narrativo; all’inizio della terza stanza due dei personaggi, per alleggerire l’atmosfera di quel tugurio bellico, inscenano perfino una farsa che ricorda i canovacci di Petito e Scarpetta. Nel parossismo dei bombardamenti, quelle persone, costrette dagli eventi a ritrovarsi per giorni e giorni nello stesso ricovero, tirano fuori la loro estrema napoletanità e la loro fiera umanità che rende il racconto un piccolo capolavoro drammaturgico dell’autore.

Teatro Franco Parenti
dal 2 al 14 marzo
MORSO DI LUNA NUOVA di Erri De Luca
regia di Giancarlo Sepe
con Giovanni Esposito, Antonio Marfella, Luna Romani, Antonella Romano, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito e Pino Tufillaro

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